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Perchè tanto clamore?

Parla Teresa la prima donna gay iscritta nel registro delle unioni civili del Comune di Enna

E’ la prima coppia gay iscritta nel registro delle unioni civili. E sarà la prima coppia omosex che segnerà la storia della Città di Enna. 

Ma le protagoniste di questa vicenda si stupiscono di tanto clamore. Un po’ perché vivono la loro condizione con naturalezza, un po’ perché la città le ha sempre trattate con affetto e calore. Magari le maldicenze, i sorrisetti, le spallucce, non saranno mancate, ma  le due donne, pur consapevoli di questo, però, non hanno nulla, proprio nulla di cui  lamentarsi. A raccontare come è andata è Teresa Rizza, 48 anni, ennese, mamma di Simone Addario, 26 anni, che vive da 13 anni con la coppia. La sua compagna è Stefania Corrao, di Novara.

Nei giorni scorsi entrambe hanno deciso di suggellare “l’atto d’amore” con un formalità burocratica, ma si tratta di un atto legato a problematiche del quotidiano, all’eventualità di una malattia, ad esempio.

La data per questa firma non è stata scelta a caso. La ricorderanno sempre perchè ricade nel giorno del 30esimo compleanno di Stefania.

Ma l’amore, quello vero, in ogni caso, non ha bisogno di confini o schemi. E’ Teresa a confermarlo, sfogliando l’album della sua vita che la vede moglie e mamma per 5 anni.  Poi il divorzio dal marito, morto un anno addietro, e  la nuova passione per Stefania, conosciuta su Internet, per via di un interesse comune legato ad un gruppo musicale, successivamente incontrata e mai più lasciata.

Fino alla decisione di vivere insieme. Con traslochi in più case, tra Enna e Pergusa, in condominio, con i vicini e con tanti amici. Mai un atto legato all’omofobia, mai un gesto equivoco contro queste due donne. “Non abbiamo niente di negativo da ricordare -spiega Teresa - più intraprendente rispetto alla sua compagna che non ama i riflettori della cronaca.

E anche Simone, felice per la recente ufficializzazione, è il primo sostenitore dell’amore con la a maiuscola, senza  discriminazioni e ghettizzazioni.

Lavorano entrambe, le due donne, hanno una vita sociale serena, le famiglie di origine hanno accettato da subito la loro condizione. C'è una cosa che Teresa vuole ricordare. Si tratta di una donna,  Milena Rutella, deceduta tre anni addietro, insegnate di inglese, battagliera donna attivista del Partito comunista, molto conosciuta in città. ”Elisabetta, la figlia di Milena, è la mia migliore amica. Se non fosse stato per Milena, forse, io non mi sarei sentita così serena nello scoprirmi innamorata di una donna. Per me la parola gay, omosessuale non esiste. Mi è capitato di provare questo sentimento, ma mi sento assolutamente normale. ”

E così adesso sono una coppia ancora di più. Con gli alti e bassi di tutte le coppie, è normale, ci tiene a precisare Teresa. Con i sorrisi e le preoccupazioni di tutti i giorni. Anche rispetto al tumore che l’ha colpita due anni addietro, alle cure di routine, a tutto quello che comporta il verdetto di una malattia così importante. Ma la grinta e il coraggio a loro non manca. Continuano a dimostrarlo insieme, con coraggio e dignità. E' questa la ricetta della vita: andare avanti, credendo sempre in quello che si fa, senza ipocrisia e falsità.

 
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Categorie: Costume e SocietàNumero di visite: 11693

Tags: Unioni civiliTeresa Rizza


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