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Province siciliane al capolinea. E’ dissesto

Oggi la discussione all'Ars

La proposta di assestamento di bilancio, approvata dall’apposita Commissione regionale questa notte, ha ufficialmente decretato la fine delle Province.

La manovra, che andrà in aula nel pomeriggio di oggi, i cui lavori cominceranno alle 18, ha previsto solo 20 milioni di euro quale fondo di salvaguardia degli enti locali, di cui solo il 20 per cento alle ex Province, pari a 4 milioni di euro, con l’obbligo di assegnarne 2 a Siracusa. Se la matematica non è un'opinione significa che per le altre 8 ex Province andranno appena 2 milioni di euro, da dividere in base alla popolazione. E se la matematica non un è opinione per la Provincia di Enna andranno poche migliaia di euro, che non serviranno nemmeno ad acquistare il panettone di Natale. 

Le tante aspettative vanno così in fumo e come denunciato, detto, urlato e stradetto i bilanci entro il 31 dicembre non si potranno chiudere e gioco forza si sarà costretti a dichiarare il dissesto con tutte le conseguenze che tale condizione comporterà. Un dissesto anomalo, non contemplato perchè l'ente non ha debiti da ripianare. Paradossalmente ogni anno dovrà dichiarare fallimento non avendo i finanziamenti regionali e statali sufficienti a garantire i servizi e i livelli occupazionali.  

Di chi è la responsabilità ? Di certo dell' ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, che non solo ha abolito le Province, senza alcun progetto credibile e razionale, ma le ha barattate con il governo nazionale guidato da Renzi rinunciando a tutti i contenziosi per avere in cambio appena 500 milioni di euro. Pochi maledetti e subito che dovevano andare alle Province ma che si sono persi nei rivoli del clientelismo, tabella h ecc ecc.. 

E adesso? La questione è esplosa e il caos sarà totale. Niente servizi ai territori, scuole, strade e disabili e rischi per i lavoratori, primi nell'ordine i precari. 

Ma il presidente della Regione, Musumeci, continua con il suo inquietante ed assordante silenzio. Nemmeno una risposta, anche formale, anche per educazione avrebbe potuto e dovuto fornirla, ai dipendenti della ex Provincia di Enna che gli hanno inviato una lettera aperta, con la quale hanno esternato la loro grave preoccupazione, chiedendo cosa il Governo regionale aveva in programma di compiere, per scongiurare un tale disastro. Certo lo hanno creato altri ma adesso la palla è passata a questa di maggioranza e non si può non giocare la partita sempre che il presidente Musumeci vorrà essere ricordato non più come paladino delle ex Province, come sbandierato in campagna elettorale, ma per averle mandate in fallimento.  

Anche l’assessore regionale agli Enti locali, Bernadette Grasso, pare, che alla domanda:che fine faranno gli Enti? in più occasioni ha allargato le braccia e ha ammesso che non ci saranno soluzioni.

E allora se la politica continua a non sentire che si faccia alla francese indossiamo tutti, dipendenti, cittadini e sindacati i giubbotti gialli e facciamo sentire con forza le ragioni dei territori siciliani abbandonati a se stessi, senza futuro e senza più speranza!

 

 
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