Luoghi assolutamente naturali, paesaggisticamente mozza fiato, ecologicamente puri, che rappresentano il futuro per le nuove fonti alternative e conseguenti inediti settori economici, come il turismo ecologico.
Il nostro territorio è invaso letteralmente dal verde che significa recuperare la memoria collettiva poiché tutti i luoghi hanno un animo, un percorso, una energia diversa e magnetica.
Pergusa, il parco della Ronza, Rossomanno, la riserva Sabughetti, per citarne alcuni, sono territori di grande pregio ambientale.
Il nostro approccio, però, alle bellezze del territorio si inceppa.
E' come se queste meraviglie della Natura ci apparissero scontate.
Questa consapevolezza, anzi questa mancata consapevolezza, non risulta vincente per l'economia ennese.
Nel nord Europa, un banale prato inglese viene non solo coltivato, ma preservato dalle insidie e dai vandali.
C'è di più, i politici si prodigano per valorizzarlo, la gente comune si attrezza per frequentarlo e goderselo, in tutte le stagioni dell'anno.
Qui, invece, i nostri boschi languono.
Passiamoci una mano sulla coscienza.
Non esiste la cultura dei boschi, dei parchi, delle ville comunali.
E se si cominciasse ad invertire la tendenza?
I nostri amati luoghi, specie quelli così carichi di vegetazione, non dovrebbero essere snobbati dall'immaginario collettivo, ma si potrebbero prestare ad una diversa concezione del turismo, del tempo libero, e più in generale dell'economia.
Perchè non cominciamo a frequentare questi luoghi e a renderli familiari sopratutto ai più piccoli?
Per fare si che nasca, cresca e maturi una coscienza diversa, ecologica, da cui si potrebbe aprie un nuovo sbocco di lavoro e di opportunità a 360 gradi.