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Mangiare sano allunga la vita

Parla l'esperto di "Genuino"

Se si mangia bene e bio, si presta attenzione ai cicli della natura ed alla vita del pianeta.

Dal 2010 al 2014 la crescita del bio è aumentata dell’11%. Nel 2015 le vendite di prodotti senza additivi sono salite del 19%, fino ad arrivare al primo semestre del 2016 dove si attestano intorno al 21%. Oggi si è “biologicamente corretti”, se si fa la spesa secondo i canoni della natura. Niente alimenti fuori stagione, niente cibi confezionati, si, invece, ai mercatini rionali, ma anche agli acquisti  in Rete, purchè certificati col marchio ad hoc. Secondo recenti studi del titolare del marchio “Genuino”,un brand che si trova anche on line, Antonio Di Marco, il territorio ennese si presta a questa nuova tendenza, grazie alle sue eccellenze, come l’olio di oliva, il grano, il piacentino, lo zafferano, la pesca e la fava di Leonforte, solo per citarne alcuni. ”La vera rivoluzione- per Di Marco- è privilegiare gli alimenti puri, senza solfiti e conservanti.”Una mission, questa, per consigliare di mantenersi integri nel corpo e nello spirito.”   Oltre agli alimenti, Di Marco invita a tenere sempre a portata di cibo anche i “superfoods”, che sono frutti, bacche, semi e radici, naturalmente ricchi di benefit nutrizionali. Un mix di principi attivi che si possono coltivare nelle zone fertili e dal clima adeguato,come quello ennese, oppure si trovano già confezionati e nei siti appositi, con tanto di certificazione che attesti la raccolta a mano, l’essiccazione naturale, senza radiazioni ionizzanti o solforazioni. Le aree coltivate vengono controllate manualmente con l’ausilio di sensibili metal detector e successivamente sottoposte alla certificazione di enti autorizzati, per verificare l’assenza di pesticidi e metalli pesanti. E dunque alle pietanze si possono aggiungere alimenti privi di tossicità, ma anche eticamente corretti,  perché dietro non esiste il lavoro nero, né lo sfruttamento minorile. I superfoods spaziano da quelli di provenienza più esotica, come quinoa, zenzero, curcuma, amaranto, avocado, seitan, kombu, ai più tradizionali, come  peperoncino, capperi, cavolo e frutti rossi. La popolarità ed il conseguente incremento delle vendite di questi alimenti, che fino a qualche tempo fa in pochi conoscevano, per il titolare del marchio “Genuino”  è sorprendente. Non a caso i motori di ricerca evidenziano come la fruizione di  questi prodotti sia cresciuta notevolmente. Inoltre la possibilità di informarsi prima dell’acquisto  determina un peso non secondario al successo delle vendite.” Fondamentale, di conseguenza, l’effetto benefico sul  fisico. Secondo le recenti stime di Coldiretti, un menu "a chilometro zero", composto da cibi coltivati localmente, genera la metà delle emissioni di anidride carbonica di un menu "a lunga distanza", preparato con prodotti di provenienza estera, venduti normalmente al supermercato. Gli esempi non mancano: carne argentina, riso thailandese, asparagi spagnoli, susine sudafricane, vini cileni o australiani. Con quale impatto? Le ciliegie giunte a Roma dall'Argentina, via aerea, consumano 5,4 chili di petrolio, rilasciando in atmosfera 16,2 chili di anidride carbonica, per ogni chilo. Dalle pagine dello State of the World, il più autorevole rapporto annuale sullo stato del pianeta, l'università di Stoccolma lancia un altro allarme. Un pasto con carne e altri ingredienti d'importazione produce 9  volte l'anidride carbonica di un pasto vegetariano, preparato con cibi locali. Sono soprattutto bistecche e bocconcini di vitello e manzo, grandi mangiatori di cereali, ad incrementare le emissioni del gas su scala globale, per via dei mezzi a petrolio, utilizzati per coltivare e trasportare le piante destinate ai mangimi. In ogni caso, il ritorno a frequentare il mercato del contadino, alla vendita in azienda o negli appositi siti, via Internet, non rappresenta  più un punto di vista,ma è ormai una cultura diffusa e praticata.

 
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Categorie: Costume e SocietàNumero di visite: 607

Tags: Genuinomangiare sanochilomentro zero


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