"Apprendo di una querela che sarebbe stata presentata da Assoutenti contro la redazione del portale internet e della rivista ViviEnna, a quanto pare per diffamazione. In via generale ritengo le querele contro la stampa un fatto grave, a cui ricorrere soltanto in casi di straordinaria eccezionalità e per autentici fini di verità. In tutti gli altri casi, mi sembrano veri e propri tentativi di intimidazione nei confronti dei giornalisti, volti a tappare loro le bocche e ad impedire una informazione imparziale e democratica. Mi pare che la querela dimostri senza ombra di dubbio che in Assoutenti comincia a serpeggiare un certo nervosismo e, forse, la sensazione che il giocattolo “familiare” costruito contro le istituzioni si stia clamorosamente rompendo. La sensazione, insomma, che è venuto il momento di dovere rendere conto ai cittadini di un utilizzo fin troppo disinvolto delle loro giuste lamentele. Era tutto prevedibile: Assoutenti è infatti una organizzazione che si dedica soltanto ad alcuni pseudo-interessi dei cittadini, e questo appare strano e sospetto. Mai una parola, infatti, sugli aumenti e sulle disfunzioni dell’elettricità, mai una parola sugli aumenti spaventosi del gas e degli altri carburanti, mai una parola sulle disastrose disfunzioni e sui ritardi delle poste che costano fior di euro alle famiglie, mai una parola sull’uso disinvolto del cambio lira-euro, mai una parola sulla paventata chiusura della Banca d’Italia, di Siciliana Gas e di altri servizi ai cittadini. Verrebbe da chiedersi: ma chi sono i veri utenti che gli attuali dirigenti ennesi di Assoutenti si preoccupano di tutelare? Penso che la querela contro ViviEnna metta a nudo la crisi di Assoutenti, sia come una specie di dichiarazione di fallimento e una manifestazione di paura. Mentre mi auguro che Assoutenti di Enna possa ritrovare una strada di coerenza e di effettiva difesa dei cittadini e di dialogo con le istituzioni, desidero esprimere incondizionata solidarietà alla direzione, alla proprietà ed all’intera redazione di ViviEnna, ingiustamente aggrediti nell’esercizio di un lavoro serio e professionale che contribuisce allo sviluppo della democrazia partecipata e che tra l’altro realizza efficacemente e gratuitamente la diffusione delle notizie sulla nostra provincia in tutto il mondo e presso le nostre comunità di emigrati".
Il Presidente
Cataldo Salerno