Argenti di Morgantina. Mai più pendolari

Il tesoro di Eupolemos rimane in Sicilia

Mai più senza fissa dimora. Gli argenti di Morgantina non faranno più la spola, ogni quattro anni, con il Metropolitan Museum di New York ma resteranno ad Aidone da dove non saranno più spostati. E' questa in sintesi quanto scrive il direttore del Metropolitan Museum, Max Hollein in una nota all ’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà definendo “obsoleto l’accordo del 2006”. Accolta così la richiesta avanzata dallo stesso assessore di far restare gli argenti nel Museo archeologico di Aidone, in cui sono esposti. “Riteniamo – scrive Max Hollein nella lettera indirizzata all’assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana – che sia meglio sospendere questo scambio, vista anche l’importanza degli Argenti per il Museo nel quale sono ospitati e per la fragilità degli stessi” .

Quello di Morgantina è uno dei pochi tesori della Sicilia ellenistica sopravvissuti e celebrati dagli autori antichi. Del tesoro, composto da pezzi in argento dorato, fanno parte 2 grandi coppe con piedi a forma di maschere teatrali che servivano a mescolare il vino con l’acqua; una brocca di piccole dimensioni; un attingitoio; 4 coppe con incisi medaglioni sul fondo e con decorazioni a reticolo; una tazza a due anse. Altri 4 manufatti sembrano, invece, destinati ad una funzione sacra, anche per la presenza di dediche votive. Rinvenuto, inoltre, un piatto destinato alla celebrazione di riti sacrificali; un piccolo altare a forma di cilindro, decorato con teschi di bue e ghirlande e 2 ampolle per profumi, con coperchio decorato a bassorilievi. Il tesoro comprende una coppia di corna bovine, un medaglione con la figura di Scilla, personaggio mitologico, figlia di divinità diverse, a seconda delle differenti versioni, circondata da sei cani feroci che divorano tutto quanto transita sul loro percorso. Sugli argenti sono state ritrovate annotazioni in lingua greca, eseguite nel corso del tempo che denotano diversi passaggi di proprietà. Alcune iscrizioni, infatti, hanno rivelato l’identità di un proprietario, Eupolemos, possibile padrone della casa in cui era riposto il tesoro. 

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