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Il 29 giugno la Patrona si "svela" al suo popolo

Le sette chiavi per riammirare Maria

La festa di Maria SS. della Visitazione, patrona del popolo ennese è costellata da una miriade di curiosità e spunti di riflessione. 

Curioso, che il simulacro della Madonna sia nascosto alla vista dei suoi fedeli per buona parte dell'anno, eccetto alcune date come l'11 gennaio (a ricordo del terremoto che distrusse la Sicilia, ma che non danneggiò Enna, grazie all'intervento miracoloso di Maria), il periodo di Pasqua, il 12 settembre (si festeggia il nome di Maria) e il periodo di Natale.

Curioso, anche che i festeggiamenti in onore della Madonna abbiano inizio proprio a fine giugno, periodo di mietitura.

Come non ricordare nuovamente Cicerone che descrive una statua gigantesca di Cerere che dalla Rocca dominava tutti i campi circostanti e come non immaginarsi che i contadini "nudi" ricoperti solo da un panno ai fianchi rivolgessero uno sguardo, o anche una preghiera alla Dea all'inizio della loro giornata per poi ringraziarla a fine giornata per il loro sudato raccolto.

Ecco che al Duomo, a partire dal 2 giugno e per tutto un mese alle 6.30 del mattino le campane rintoccano a distesa "u Priu" della Madonna, chiamando i fedeli a raccolta per iniziare devotamente la loro giornata, che si concluderà alle 20 con un'altra SS. Messa in Duomo.

Il triduo in onore di Maria ha inizio il giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, il 29 giugno; giorno in cui, narra la storia ormai leggendaria, un carro trainato da bianche giovenche si arresta presso quello che d'allora in poi verrà chiamato bivio "Misericordia" e lì tutti i nobili e il clero di Enna è pronto per accogliere la nuova patrona, ma una sorpresa li attende, sembra che la Madonna si sia fatta pesante, inamovibile, tanto che i dignitari ennesi si vedono costretti a cercare aiuto, trovandolo presso quei "nudi" che mietevano il grano nei campi circostanti. 

È fatta! La Madonna diventa immediatamente leggerissima e grazie alle braccia di quell'umile gente entra trionfalmente nella sua città. Da allora si dice che la Madonna è la patrona del popolo ennese, e da allora quei contadini che ebbero l'onore di portare la Madonna si tramandarono questo privilegio di generazione in generazione, tant'è che oggi i "bajardi" (i legni esterni al fercolo, lunghi abbastanza per essere sostenuti da 124 "nudi") sono numerati da 1 a 124. La numerazione è contemplata specificamente nello statuto della confraternita, e all'interno della sagrestia un quadro esplica chi deve stare dove.

È il 29 giugno, e alle 18, presso la chiesa di S. Pietro la Confraternita di Maria SS. della Visitazione si appresta a compiere un rito vecchio circa vent'anni. Vengono prese le "7 chiavi" che apriranno la nicchia della Madonna nella cappella dei marmi, per essere portate in processione fino al Duomo. È simbolico come il Santo a cui sono state date le chiavi del Paradiso, nel giorno in cui viene commemorato, consegni le chiavi al popolo affinché esso possa accedere alla sua Patrona, Maria.

Sono sette le chiavi che apriranno la porta della nicchia che custodisce il simulacro della Vergine e il numero sette è decisamente pregno di riferimenti simbolici: 7 le virtù e 7 i peccati capitali, 7 le spade che trafiggeranno il cuore di Maria e 7 sono i doni dello Spirito Santo. Il 7 ricorre ancora nella simbologia cristiana, come le 7 piaghe d'Egitto o i bracci della Menorah della religione ebraica, o ancora la danza dei 7 veli di Salomè. E proprio di svelamento al suo popolo si tratta. 

La funzione delle 7 chiave il 29 giugno è proprio quella di officiare lo "s-velamento" della Madonna ai suoi fedeli che per così tanto tempo ne hanno avvertito l'assenza. Il rito della "velatio" è uno dei più importanti nella religione cristiana perché, soprattutto durante la settimana santa, non fa che evidenziare l'assenza di Cristo per poi, quando nella notte del sabato il velo si squarcia, lo s-velamento della verità e la presenza di Cristo riempiono di gioia e commozione gli astanti. Questo rito si ripete per gli ennesi ogni 29 di giugno, quando il popolo che per tutto un anno è rimasto privo della visione consolatrice della loro patrona, si emoziona e riempie di gioia allo "s-velarsi" di Maria.

Galleria fotografica a cura di Giuseppe Arangio, di cui vi suggeriamo la pagina Facebook 

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