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Il Carnevale nella notte dei tempi...

Il Carnevale sacro e il Carnevale profano. Dalle feste dionisiache greche e i saturnali romani ad oggi

Il Carnevale è una festa pagana di antichissime origini, portatrice di concetti religiosi e valori morali. Risale alle feste dionisiache greche, in onore di Dionisio, dio greco del vino, e i saturnali romani, solenne festa religiosa che si celebrava in onore del dio Saturno durante la quale si tenevano delle cerimonie religiose che avevano un carattere orgiastico e sfrenato. Durante queste feste avveniva un rovesciamento temporaneo delle gerarchie e degli ordini sociali, ad esempio si sovvertiva il rapporto servo-padrone. Entrambe le feste erano caratterizzate inoltre dagli sfrenati festeggiamenti, dallo scherzo, dalla dissolutezza, dai piaceri sensuali e dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza che sfociavano in vere e proprie orge.
Il Carnevale viene festeggiato in tutto il mondo nei Paesi di tradizione cattolica nelle settimane che precedono la Quaresima, precisamente 24 giorni prima del “mercoledì delle Ceneri”, giorno che segna l'inizio della Quaresima.
L'etimologia del termine “carnevale” risale al latino “carnem levare”, espressione con cui durante il Medioevo veniva indicato il divieto ecclesiastico di astenersi dal consumare carne durante il periodo quaresimale, cioè dal giorno successivo alla fine del Carnevale, il mercoledì, giorno delle Sacre Ceneri fino al giovedì santo prima della Pasqua.
Fin dalle origini l'elemento distintivo di questa festa è il mascheramento ed è caratterizzata da schiamazzi, colori e scherzi, sfarzo, sfilate variopinte di carri allegorici, pantomimiche e balli in maschera. E' considerata la festa dell'allegria e della baldoria per eccellenza, dell'esaltazione sfrenata, del godimento più totale, del lasciarsi andare ai desideri repressi, dove tutti, indistintamente, uomini, donne, soprattutto bambini e ragazzi, di ogni ceto sociale cercano un po' di divertimento, di allegria e di felicità. I giorni clou dei festeggiamenti sono il giovedì grasso, l'ultima domenica e il martedì grasso, giorno in cui si concludono tutti i festeggiamenti carnevaleschi e in cui si raggiunge l'apice della trasgressività. Fin dalle sue origini questa festa ha esercitato un'irresistibile attrazione che consiste nella possibilità di assumere le sembianze e il comportamento della maschera e almeno una volta l'anno non essere se stessi. L'aggettivo “grasso” sta ad indicare uno sregolato godimento di cibi, soprattutto dolci, prima del digiuno quaresimale.
Nelle manifestazioni carnevalesche vi era un denominatore comune, ossia il rinnovamento della fertilità delle campagne e del bestiame e la fecondità della donna, ma aveva anche come significato quello di eliminare il male che si accumulava durante la stagione invernale attraverso l'esorcismo della morte. I principi ispiratori del Carnevale si basano infatti sulla magia, ossia il passaggio degli spiriti tra il cielo, la terra abitata dai vivi e gli inferi. Per evitare che le anime diventino pericolose si prestano loro dei corpi provvisori, da qui la simbologia delle maschere che chi le indossa assume le caratteristiche dell'essere “soprannaturale” che rappresenta. Le maschere che incarnano gli antenati e le anime dei morti rappresentano proprio la comunicazione tra il mondo dei morti e il mondo dei vivi.
Il periodo del carnevale per la Chiesa cattolica è un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Per tutti i 24 giorni si celebrano le “Sante Quarant'ore” o carnevale sacro che consiste nell'Adorazione Eucaristica del Santissimo Sacramento esposto ai fedeli per tre giorni in ciascuna parrocchia. Iniziano il primo giorno di carnevale ed hanno la loro conclusione la sera dell'ultima domenica di carnevale. É una pratica cristiana di espiazione dei peccati che si possono commettere in questo periodo di licenza. Nelle Sacre Scritture il numero quaranta è il simbolo della preghiera e della punizione, della penitenza e del digiuno. Le Quarant'ore sono infatti un'alternativa alla smoderata dissolutezza del carnevale. Nel corso della storia la Chiesa cattolica ha sempre condannato i festeggiamenti del carnevale poiché contrastanti con i dettami e il rigore della Chiesa e in quanto sovverte l'ordine naturale e morale stabilito da Dio. L'allegria che nella maggior parte dei casi rasenta la volgarità e la satira dissacratoria sono inconciliabili con la parola di Dio. Il Carnevale, con le tante contraddizioni, resta comunque una ricorrenza pagana.

Redazione a cura di Infopoint Turismo - Libero Consorzio Comunale di Enna
 
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