Dopo una drammatica stagione estiva ed un prolungato autunno di agonia, con l’arrivo del nuovo anno e una serie di eventi piovosi consistenti il Lago di Pergusa ha riacquistato almeno in parte il suo aspetto “normale”. Ma quale è lo stato dell’importante biotopo? Intanto dal punto di vista idraulico la distesa di acqua che si vede, e che ha raggiunto più o meno la condizione dell’autunno del 2022, momento nel quale già si tenne il primo tavolo tecnico presso la sede dell’Ente Gestore, non è che un sottile velo che raggiunge nei punti di profondità massima qualche decina di centimetri. Certo, la falda è in ricarica, si sta lentamente riempiendo e questo è un ottimo segnale, ma ancora siamo ben lungi da una condizione che possa considerarsi tale da scongiurare un'altra estate di sofferenza. Basti considerare che questa lente di acqua messa sotto l’effetto di un'estate calda e caratterizzata da lunghe serie di giornate e nottate con temperature stabilmente sopra la media stagionale, come quelle delle ultime stagioni estive, si ridurrebbe velocemente per effetto dell'evaporazione. Va poi ribadito che ancora il sistema dei canali di adduzione delle acque del bacino verso il lago non è nelle condizioni ottimali e che, anzi, in corrispondenza delle piogge si è nuovamente riempito di detriti sia di origine terrosa, non di rado dovuti a sbagliati metodi di tenuta dei campi, che di origine antropica con sfalci di potature, plastiche e immondizia varia. Inoltre, la mancata revisione del sistema fognario della frazione pergusina continua a sottrarre al lago una ampia fetta delle acque di ruscellamento del bacino che vengono, invece, dirottate verso il depuratore di contrada Fiumara di Granco. Se si approfondisce poi la condizione ecologica del lago, ferma restando la mancanza oramai cronica di campionamenti e monitoraggi scientifici, quel che si vede è un gravissimo impoverimento della biodiversità colpita dal rigore della estate appena trascorsa. Scomparsa ogni presenza di anfibi, del tutto finita l’ittiofauna, rarissimi i rettili a vita acquatica, sulle rive è visibilissima la presenza di resti della popolazione della endemica Emys trinacris, la bella tartaruga palustre siciliana che qui a Pergusa aveva un bel contingente. Pochi anche gli uccelli, almeno sino ad adesso. Limitati a rari gruppi di limicoli, per qualche giorno ad un coraggioso Falco di palude ed a qualche anatra di passo. Nulla fa pensare alla passata, numerosissima presenza di specie anche di particolare rarità come il pollo sultano o la moretta tabaccata. Ovviamente questa penuria è direttamente legata alla bassa presenza di invertebrati ed anfibi, prede principali di specie quali gli ardeidi, o della vegetazione sommersa, sia delle piante come delle alghe, cibo essenziale per diverse specie di anatre e di rallidi. Insomma il lago ha subito un duro colpo e stenta a rialzarsi e se le piogge sono le benvenute per il ripristino del manto liquido, va adesso approfondita l’analisi delle condizioni ecologiche nella speranza che la prossima stagione calda non sia pesante come quella del 2024.