Lo scopo di questa rubrica è fornire al lettore informazioni su come tenere in forma il proprio corpo, attraverso una attività fisica che può essere svolta sia al chiuso che all'aperto, in palestra come a casa.
Non ci occuperemo di uno sport in particolare, ma di esercizi e attività che fanno parte dei cicli di allenamento validi per tutti gli sport, sia quelli singoli che quelli di squadra. Non solo, l'attività fisica è elemento determinante anche per altre attività come, per esempio, il ballo.
In definitiva, daremo informazioni su come svolgere passo passo dei semplici esercizi per tenersi in forma, oppure notizie di attività che vengono svolte a livello amatoriale sul nostro territorio, esperienze e incontri con persone e associazioni, ecc.
Tenere il nostro fisico in forma aiuta non solo la nostra "mens", come dicevano i latini, ma anche a prevenire malattie cardiocircolatorie e neuromotorie. Con i nostri piccoli consigli, ci auguriamo di rendere più piacevole la vita dei nostri lettori.

Dino Bonfiglio

Professore di Scienze motorie, tutor eCampus e presidente dell'Associazione D.B. Fitness Club dove svolge l'attività di personal trainer e di istruttore per le seguenti discipline: body pump, super jump, krav maga, ginnastica dolce, body building. Da alcuni anni si prodiga per promuovere l'attività fisica nelle scuole come esperto in attività motorie per le scuole primarie, e con la realizzazione di alcuni percorsi di fitness urbano che coniugano attività motoria, cultura e conoscenza del territorio, come ad esempio il percorso denominato "Le vie del Principe" a Leonforte.


Alla scoperta delle Serre di Monte Cannarella conosciute come “Purtedda dei Monaci”

Un luogo da conoscere e preservare, un pezzo emozionante della natura siciliana

Pochi chilometri dal centro storico di Enna, le Serre di Monte Cannarella rappresentano un elemento fondamentale del paesaggio che circonda la città turrita. Conosciute in parte con il nome dialettale di “Purtedda dei Monaci” che indica uno dei valichi posti lungo il crinale, e più a nord ovest con l’altro nome di “Manche”, le Serre sono intanto un eccezionale geosito parte del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark. Il rilievo, che si allunga dalla portella di Castro, oggi posta in corrispondenza della SS 117 in direzione di Caltanissetta, verso Nord per poi piegare decisamente verso Ovest, si presenta come una lunga cresta articolata da cime a lama con versanti meno acclivi verso Sud ma quasi verticali a Nord. Esso è costituito fondamentalmente da un possente stratificarsi di rocce formatesi durante il Messiniano, tra poco meno di sei milioni di anni (5,96 ± 0,02 milioni di anni fa) e circa 5,33 milioni di anni addietro. In questo periodo si verificò una delle più incredibili vicende della storia geologica del nostro pianeta Terra, la Crisi di Salinità del Messiniano, durante la quale il mare Mediterraneo rimase isolato dall’Oceano Atlantico e venne sottoposto ad una quasi totale evaporazione lasciando precipitare sul fondo i diversi Sali prima disciolti nelle acque. Le rocce che oggi attribuiamo quindi a quel periodo del Miocene, sono caratterizzate dall’essere delle rocce sedimentarie formatesi per la evaporazione dei Sali. A Cannarella queste rocce si presentano in tutta la loro spettacolarità con strati che vanno dai gessi cristallini luccicanti come diamanti al sole siciliano, sino alle gessareniti ed agli alabastri bianchi, grigi e nerastri, della contrada manche. La parte esposta di questi gessi è ricamata quasi a cesello dall’azione delle piogge che disciolgono i depositi gessosi creando forme immaginifiche che vanno dei solchi, detti karren, alle chiazzature poligonali dette Boxwork. Sui gessi si stende poi una coltre vegetale che, proprio per la particolarità chimica del substrato gessoso, viene caratterizzata da piante considerate Gipsofile. Tra esse il Timo profumatissimo, il raro Bupleuro (Bupleurum fruticosum L.), il Velo di sposa (Gypsophila arrostii Guss.), il minuscolo Sedum (Sedum gypsicola Boiss. et Reut). Più in basso, dove a chiazze il terreno passa dai gessi alle terre più sciolte, compaiono ancora relitti di una antica copertura a querce, soprattutto Roverelle, con un corteggio di Alaterno, Sambuco, Olivastro, che danno un sapore di antica selvaticità anche laddove il paesaggio diviene più prettamente antropizzato con villette e giardini. Insomma un pezzo di natura primigenia a pochi passi dalla città, un luogo che non a caso ha meritato di essere inserito nella rete natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione e che, ancor di più, meriterebbe di essere incluso nel Piano delle Riserve Naturali Regionali. Importanti anche le tracce dell’uomo, dai resti delle comunità monacali di eremitaggio, quelle che diedero il nome alla portella dei Monaci, alle diverse aree di interesse minerario con il gruppo di Miniere della Salinella, alle antiche cave di gessareniti e gessi dalle quali vennero estratti i materiali per le splendide colonne di alabastro nero del Duomo ennese. Un luogo da conoscere e preservare, un pezzo emozionante della natura siciliana.

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