Emergenza siccità. I danni economici non sono più sostenibili dagli agricoltori e allevatori. A rischio la tenuta sociale

Dalle prime stime le perdite per le anticipazioni potrebbero ammontare sui 100 milioni di euro

Ombrelli chiusi per il mese di Marzo appena trascorso e stante alle previsioni lo rimarranno anche per tutto il mese di Aprile. Le attese precipitazioni, infatti, che avrebbero dovuto salvaguardare e contenere i danni nelle colture cerealicole e foraggere non sono arrivate. A questo si aggiunge l'aumento anomalo delle temperature al di sopra della media stagionale associato al forte vento che ha ulteriormente compromesso irreversibilmente i raccolti delle colture erbacee ed arboree. Tutto questo si traduce in un danno economico non più sostenibile per le aziende agricole che vedranno falciato il solo reddito tale da non riuscire a coprire nemmeno le spese sostenute. I primi a pagarne le conseguenze sono le aziende cerealicole foraggere e zootecniche. "Un dato oggettivo- evidenzia l'agronomo Andrea Scoto che per anni si è occupato dello sviluppo rurale del territorio per il Libero Consorzio Comunale di Enna-  è che per la coltivazione dei seminativi sono già stati anticipati mediamente dagli agricoltori per l’acquisto di sementi, fertilizzanti, oltre che per le lavorazioni oltre 400 euro ad ettaro che non potranno essere recuperati per la oramai acclarata perdita della produzione. Complessivamente i seminativi ed i pascoli interessano oltre l'80 per cento dell’intera superficie agricola del territorio per un totale di circa 200 mila ettari che complessivamente hanno impegnato le aziende per circa 100 milioni di euro per le anticipazioni e per l'acquisto straordinario di foraggio. Per le produzione di grano, degli altri cereali, delle leguminose e delle foraggere i danni sono di notevole entità con conseguenze economiche insostenibili per gli agricoltori e per gli allevatori esasperati per la mancanza di foraggi". L'emergenza siccità interessa l'intera Regione tanto che è stato già chiesto lo stato di calamità nazionale. "In Attesa di interventi strutturali e della riforma della Pac a favore del settore agricolo che necessita tempi lunghi, è necessario - suggerisce l'agronomo Scoto- nell’immediato liquidare le risorse economiche spettanti agli agricoltori attraverso una semplificazione burocratica e prorogare la scadenza delle cartelle, e sospendere il pagamento delle rate di mutui contratti dagli agricoltori per poi successivamente rateizzali. Il nostro territorio con le fragilità connesse alle aree interne- continua Scoto-  è maggiormente esposto alle pesanti conseguenze socio economiche che compromettono la tenuta sociale dei comuni ed è pertanto necessario un impegno serio corresponsabile e concreto delle istituzioni per affrontare la grave crisi del settore primario". Concretamente è auspicabile che si proceda ad una consistente anticipazione già a maggio 2024 delle somme spettanti per l'annata in corso agli agricoltori relativi agli incentivi Pac, del biologico ed altri aiuti maturati dalle aziende. Ciò aiuterebbe a resistere in attesa delle necessarie riforme. Occorre un impegno corresponsabile e coordinato delle Istituzioni nella direzione della semplificazione del sistema del pagamento dei contributi. In considerazione degli inevitabili effetti della siccità sulle produzioni è indispensabile scollegare il pagamento degli aiuti a prescindere dalla compromissione della presenza uniforme della coltura nel campo. E' prevedibile, infatti, quest'anno una produzione a macchia di leopardo o ancora peggio una produzione che non arriverà a termine per la raccolta". 

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Categorie: I Comuni, EnnaNumero di visite: 618

Tags: Siccità Andrea Scoto paci PAC e PSR 2023/2027

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