I Comuni, Enna

I sogni non vanno mai in soffitta

Successo per le mostra allestita nella chiesa di San Michele degli artisti ennesi, Aldo Petralia e Mario Termini

Aldo e Mario. Due artisti? Si. Due amici? Anche.

Si sono sempre stimati, lavorativamente a distanza. Oggi, il binomio.

In coincidenza con la festa della patrona di Enna, si è concluso il coup de foudre di Aldo Petralia, architetto, professore e capo di istituto, che ad una certa età, anche se non la dimostra, ha trovato finalmente la spinta per svelare le sue tele, i suoi originali lavori su tavole, porte, cassetti, tutto materiale di riciclo.

Da ricordare che la sua ultima mostra risale al 1982. Riservato, timido, così si definisce, ama da sempre l'arte, ma fugge dal palco e dai riflettori. Ad un certo momento, però, la svolta.

Arriva Mario Termini che, invece, di mostre al pubblico ha pieno il suo curriculum, e si combina un’alchimia di immagini, sculture e colori. Aldo ha debuttato, se possiamo usare un verbo quasi veritiero, mettendoci la faccia.

Il suo amore di sempre per la pittura, il legno, il marmo, lo accomunano a Mario, il quale perentorio gli impone il suo diktat "Se faccio una mostra, voglio farla solo con te". E mostra sia.

Prima alla galleria civica, poi nella chiesa di San Michele; un mix di stili vincente, perché i due amici sanno che il successo si compone un pezzo dopo l’altro, e sta tutto nell’attesa di quello che può succedere. L’intuizione di Termini è stata vincente. Petralia non ha alcuna boria, quasi come un neofita che ricomincia da zero, in fatto di pubblicità, pubbliche relazioni, ma sa il fatto suo. Tutti i laureati alla Kore, in possesso della pergamena di fine studi, non sanno che quel documento, da incorniciare, che indica il traguardo, la fine, ma anche l'inizio di una nuova vita, è stato lui a realizzarlo.

Per ritornare al sodalizio, imperniato su una collezione dai meccanismi perfetti che evocavano viaggi, pianure e colline da attraversare, figure mitologiche da superare, universi di storie, il migliore successo è legato alla massiccia presenza di visitatori. Due artisti in un solo colpo. E che colpo!

Al di là dei loro stilemi, il fatto che risalta è proprio la loro indole, un po' razionale, un po' sognatrice. Sembra di accomunarli ad una coppia di artisti già consolidata, tanta è l'armonia che si respira, guardandoli e scrutando le loro collezioni. Talvolta le parole sono superflue, quando traspare con pienezza il binomio tra arte e stima, cultura e solidarietà e, perché no, anche un pizzico di sana follia.

Daniela Accurso