Buongiorno Pergusa. Così oggi da Villa Zagaria
Ottimismo ma anche tanto realismo
Affacciarsi da Villa Zagaria oggi è consolatorio. E' una boccata di ottimismo che induce a pensare e a sperare che il lago di Pergusa, elemento fortemente identitario del territorio ennese, non è clinicamente morto. E' stato in grave sofferenza perchè aveva esaurito la sua unica energia vitale. E' bastata una precipitazione copiosa a ridargli e a ridare a tutti noi la speranza che questo scrigno naturalistico, ricco di biodiversità, possa continuare a splendere. Ma se la natura deve fare la sua parte anche chi è deputato alla sua salvaguardia deve fare altrettanto. Questa situazione emergenziale ha avuto almeno un vantaggio. Mettere in chiaro le diverse criticità che assieme agli effetti dei cambiamenti climatici hanno determinato il prosciugamento del bacino lacuale. Una delle azioni fondamentali che gli Enti dovranno mettere in campo in sinergia è quella di riuscire, da ora in poi e sempre, a captare la massima quantità possibile di acqua piovana, attraverso un'efficiente rete di scolo, per non sprecare nemmeno una goccia di acqua per il lago. Una cosa oramai è assodata. Nessuno può abbassare la guardia, il lago non ha bisogno di becchini ma di curatori che lavorino per la sua salvaguardia e per la sua salute.