In questi giorni, complici le piogge ultime scorse che hanno riportato il lago ad una condizione meno asfittica, sono state messe in atto delle attività di ricerca scientifica mirate sia ad approfondire la conoscenza dello stato della parte biotica dell’importante biotopo, come a comprendere lo stato di salubrità delle acque ad oggi invasate. Tali ricerche, condotte in maniera del tutto gratuita, sono state possibili per la sinergia positiva tra enti nata intanto a partire dalla partecipazione dell’Università di Palermo, con la equipe del professore Angelo Troìa all’importante progetto internazionale “ProParts” International Network of Wetlands with sexual Chara canescens che vede la partecipazione di diversi partner italiani, spagnoli, austriaci, tedeschi e serbi. Il progetto, in particolare, è teso alla conoscenza di una particolarissima forma di vita algale, la Chara canescens, presente praticamente in tutto il mondo ma caratterizzata dall’avere solo pochissime popolazioni, tra le quali quella del nostro lago, con la presenza di ambedue i sessi.
Da questo progetto, al quale partecipano anche per la nostra area il Libero Consorzio Comunale ennese, ente gestore della area naturale protetta, il Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark, il Centro di educazione Ambientale Alexander Von Humboldt, la necessità di approfondire ancora di più la condizione del lago, ha consentito il coinvolgimento dell’INGV, sede di Palermo, e del CNR.
Ad un primo esame, condotto anche mediante rilevamenti effettuati a bordo di uno dei mezzi remieri del CEA, si è appurato che la profondità massima delle acque alla data del 14 marzo era di 137 centimetri con una media di circa 70 centimetri. Le acque, presentavano in superficie una temperatura di 17,5 gradi e una salinità ridottasi drasticamente rispetto le stesse date dell’anno scorso e scesa a circa il 30% della salinità media del mare.
Particolarmente interessante l’aver trovato le acque estremamente ossigenate nonostante la loro particolare torbidità.
Ad un primo esame nelle acque sono presenti almeno due specie di Chara ed un'altra specie algale, probabilmente una Ruppia, ed uno splendido segnale è venuto dalla constatazione della presenza in vita di copepodi, probabilmente Arctodiaptomus salinus.
In acqua presenti folaghe, volpoche, alcuni tuffetti, una decina di fenicotteri e dei limicoli. Insomma un lago che dimostra la sua resilienza nonostante il peso di una siccità pluriennale che ne aveva profondamente messo a rischio la vita.
In acqua è stato anche immesso un data logger che registrerà in continuo alcuni importanti parametri fisici del corpo idrico e che verrà periodicamente interrogato dal personale specializzato dei centri di ricerca.
Insomma un lago resiliente, nonostante tutto, che ci invoglia ad essere rispettosi e propositivi e che si configura sempre come un prezioso patrimonio della nostra comunità.