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La pesca gialla nel sacchetto. Quando la follia diventa eccellenza

Nel paniere delle eccellenze del territorio ennese la pesca sfoggia il marchio IGP ed il Presidio Slow Food

Una “follia” tutta leonfortese quella di insacchettare le pesche, una ad una, da giugno a ottobre? Si! Solo in Giappone, da tempo ed in condizioni particolari, insacchettano le mele per proteggerle fino alla maturazione, per il resto siamo gli unici al mondo. Allora vediamola più da vicino questa profumatissima eccellenza del territorio, le cui origini non si perdono nella notte dei tempi, ma risalgono ad una sessantina di anni fa, e che ad oggi impegna circa 150 ettari ed un piccolo gruppo di eroici produttori. Si, perché un po' eroici bisogna esserlo, in questi tempi di globalizzazione, di massificazione, di omologazione dei processi produttivi, per scegliere di sottoporsi ai disciplinari IGP e soprattutto a quelli stringenti dei Presìdi Slow Food, che vietano tassativamente l’uso di ogni tipo di concimazioni e pesticidi chimici. Ma il risultato è superlativo, la pesca nel sacchetto è ormai il simbolo del territorio! L’avventura inizia negli anni 50 quando qualche produttore, per salvare il prodotto dalla devastazione della mosca mediterranea, o mosca della frutta, cominciò ad insacchettare (u cuppu) inizialmente interi rami, e in un secondo tempo singolarmente le singole drupe in fogli di carta pergamena. Constatato il successo dell’operazione, le tecniche vennero perfezionate, a cominciare dal diradamento dei frutticini (scuzzolamento) in febbraio/marzo, che serve, anche a costo di diminuire significativamente la produzione, a rimuovere le drupe sovrabbondanti in ogni ramo, garantendo condizioni ottimali di sviluppo a quelle lasciate sulla pianta. Protette ciascuna dal proprio sacchetto di carta pergamena, e grazie all’irrigazione costante con l’acqua delle sorgive e del fiume Crisa che si snoda lungo l’area di produzione, le pesche arrivano a maturazione naturale intatte, dolcissime e profumate nel loro caratteristico colore giallo intenso a volte con striature rossastre e raggiungono le nostre tavole in settembre, alcune anche ottobre, quando le altre produzioni non protette tendono già a degradarsi. In realtà le varietà principali riconosciute nel disciplinare IGP ottenuto dal Consorzio di Tutela nato già nel 1996 sono due, la bianca e la giallona così denominate per il colore della buccia e della polpa. I pescheti hanno ormai assunto un ruolo significativo nell’economia locale, e il Comune organizza, già del 1982 la Sagra della pesca e dei prodotti tipici, per promuoverne la valorizzazione e la commercializzazione, anche sotto forma delle più diffuse lavorazioni come le confetture e le pesche sciroppate. Si possono acquistare direttamente in azienda, in alcuni casi anche on line, o attraverso canali di distribuzione esclusivi del biologico di qualità come NaturaSi. Ma noi ennesi abbiamo il privilegio di avere sotto casa questa eccellenza esclusiva che inebria insieme la vista, l’olfatto e il gusto: godiamocela come merita e gratifichiamo l’impegno dei produttori che promuovono il nostro territorio nel mondo.
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Autore: Pino Pedone
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