martedì 27 aprile 2004

Elezioni europee. Dichiarazione del presidente Salerno in merito al ritiro della propria candidatura dell’onorevole Crisafulli

Il presidente della Provincia Cataldo Salerno, in merito alla candidatura dell’onorevole Vladimiro Crisafulli dichiara “Ieri pomeriggio (lunedì) nel corso della riunione del comitato regionale dei Democratici di sinistra, protrattasi fino alle 3 di notte, l’onorevole Vladimiro Crisafulli, deputato all’Ars, già assessore regionale alla Presidenza, ha dichiarato di ritirare la propria candidatura, auspicando che facesse lo stesso l’eurodeputato uscente, Claudio Fava, al fine di favorire una soluzione unitaria e condivisa. La direzione regionale dei democratici di sinistra, dunque, non ha bocciato la candidatura di Crisafulli, poiché lo stesso l’aveva già ritirata. Alle 2 di notte il comitato ha votato l’unico candidato, che ha riportato 50 voti su 98.
Il modo in cui è stata gestita la questione delle candidature Ds alle europee, sia a livello nazionale che soprattutto in ambito regionale, è semplicemente indecente.
A conclusione di una procedura scorretta e mortificante e di tipo sostanzialmente sovietico, ci ritroviamo un partito siciliano lacerato, demotivato, con le ali tarpate, votato ad un insuccesso che soltanto un miracolo potrà evitare.
La candidatura Fava rappresenta soltanto una parte marginale della base democratica di sinistra, è stata imposta per stanchezza e con prevaricazione: è facile prevedere che non andrà lontano. Fava non ha fatto nulla per la Sicilia, non si è mai visto in questi cinque anni da eurodeputato se non in qualche manifestazione per pochi intimi, non credo che abbia meritato lo stipendio da Strasburgo, la sua attività parlamentare è stata semplicemente misera per contenuti e contributi e persino messa in ridicolo dalla Commissione europea in alcuni atti ufficiali.
Nelle sue dichiarazioni pubbliche la principale preoccupazione è stata quella di prendersela con il Ponte sullo stretto e con l'aeroporto della Piana di Catania (cioè con il lavoro dei siciliani) e per farsi bello nei salotti mondani non ha esitato a rappresentare la Sicilia come un covo di mafiosi e di costruttori abusivi.
Chiaro che non voterò Fava e che come me moltissimi Ds non lo voteranno: la sua, presa da sola, è una candidatura fallimentare, un vero e proprio suicidio politico per il partito, un flop assicurato.
Gli effetti all'interno del partito siciliano saranno devastanti. La segreteria regionale ha tradito il processo riformista per il quale era stata eletta: ho già invitato perciò Cracolici a dimettersi e ribadisco l'invito. Se ha un poco di pudore è il minimo che possa fare. Con la sua gestione recente Cracolici ha dato spazio ad una deriva di tipo sovietico e vetero-comunista, nella quale naturalmente sono ben lontano dal riconoscermi.
Mi chiedo inoltre come mai ancora dobbiamo subire nel partito siciliano la prevaricazione di alcuni baroni che si sono sistemati a Roma grazie ai listini del proporzionale e che probabilmente, se si sottoponessero al giudizio degli elettori, riuscirebbero a mala pena ad entrare in un consiglio di quartiere.
E' giunto il momento di dire Basta a questa colonizzazione permanente che ha soltanto portato sonore sconfitte al partito ed al centrosinistra.
Mi auguro, con tutto il cuore, che in sede di lista unitaria nazionale qualche autentico riformista illuminato - per fortuna ce ne sono tanti, anche se meno rumorosi degli stalinisti - sollevi questi problemi e riporti la rappresentanza Ds nella lista ai livelli che competono ad un grande partito e ad una grande comunità quale è quella siciliana. Il tempo a disposizione è minimo, ma è assolutamente indispensabile intervenire per evitare - come accadrebbe con Fava - che nessun seggio vada ai Ds.”



Cataldo Salerno
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