Beni confiscati alla Mafia. All'Asp di Enna una "Casa di Comunità" a Barrafranca

Sottoscritto in Prefettura il contratto per l'affidamento in via esclusiva, a favore dell'Azienda sanitaria Provinciale n. 4 di Enna

Presso i saloni di rappresentanza della Prefettura di Enna, è stata sottoscritta la convenzione per l'affidamento, in via non esclusiva, a favore dell'Azienda Sanitaria Provinciale n. 4 di Enna di un bene confiscato alla criminalità organizzata, già acquisito al patrimonio indisponibile del Comune di Barrafranca. Sponsors dell'iniziativa la Prefettura di Enna che ha inteso così promuovere l’idea di realizzare una "Casa di Comunità”, una struttura sociosanitaria, prevista nell’ambito del PNRR, in grado di garantire, a livello locale, una serie di servizi sanitari al cittadino. La riqualificazione del bene confiscato, appartenente in passato ad un esponente di spicco di una consorteria mafiosa del territorio provinciale, vuole rappresentare un forte segnale di nuova legalità e della presenza dello Stato in quel Comune. La struttura confiscata consentirà di potenziare i servizi sociosanitari offerti sul territorio. Nel corso dell’evento, al quale hanno preso parte il Direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, il prefetto Bruno Corda, l’assessore alla Sanità della Regione Siciliana, Giovanna Volo, il Direttore Generale dell’ASP 4 di Enna, Francesco Iudica, il Commissario Straordinario del Comune di Barrafranca, il prefetto Leonardo La Vigna, il Commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Enna, Girolamo Di Fazio, nonché le Deputazioni Provinciali e Nazionali, è stato affrontato la questione della valorizzazione dei beni confiscati e si è discusso sul tema della legalità e della sanità di prossimità. In particolare, il direttore dell’ANBSC, Bruno Corda, nel rappresentare la complessità del procedimento di riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le amministrazioni comunali, affinché partecipino attivamente al processo di restituzione del bene alla collettività.
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