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Piccola Venere

L'inno dedicato ad Enna dal più famoso poeta italiano

Piccola Venere

Cosa muove lì in fondo l’autostrada?

La sera incalza e il paesaggio è un nastro

Di luci bianche e rosse – vengono e vanno.

Ma io resto con voi su questa cima

Se tutte insieme accendono altre luci

Le montagne distanti,

Grumi nel primo imbrunire.


Corriamo nell’erba sporcando i calzoni,

Enna fierissima ci veglia

Nel tepore del vino e lontano

Le festose pale eoliche,

Un residuo di neve sul vulcano

A specchio in un lago troppo piccolo.


E piccola è Venere appena accorsa,

Faro oltre la scena. Nell’arco della notte

Va cercando Proserpina la madre,

Avrà invece invocato per noi

Un’altra primavera.

Roberto Deidier




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Categorie: Costume e SocietàNumero di visite: 7735

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