Rovistare nel cassetto della storia, della memoria per raccontare e per vivere con consapevolezza il territorio. Questo lo scopo della rubrica che aiuterà a comprendere e conoscere il passato e soprattutto ad alimentare l’interesse non solo degli appassionati ma dei tanti lettori alla ricerca di curiosità, di notizie inedite o poco conosciute ai più.

Gaetano Cantaro
Appassionato di storia e arte, ha assecondato le proprie inclinazioni umanistiche frequentando il liceo classico Napoleone Colajanni di Enna. Giurista per tradizione familiare, indossa ben presto la toga laureandosi in giurisprudenza e intraprendendo la professione di Avvocato; in tale veste è talora intervenuto anche a tutela del patrimonio artistico e archeologico. Ha acquisito specifiche competenze nel campo antiquario ed ha partecipato come consulente alla realizzazione di diversi eventi culturali, mettendo a disposizione le opere del proprio archivio con l’obiettivo di recuperare la memoria storica del territorio ennese, così da promuoverne lo sviluppo consapevole.


Per consultare i testi antichi basterà un click

il patrimonio librario e archivistico della biblioteca comunale di Enna entra nel mondo della tecnologia digitale

Ieri pomeriggio, presso la Sala Cerere, l’Assessore del Comune di Enna, Giuseppe La Porta, ha presentato l'innovativo progetto di digitalizzazione del fondo antico della biblioteca comunale nell’ambito del progetto “Custodire la memoria” con il duplice fine di garantire la tutela e la conservazione degli originali cartacei e, nello stesso tempo, di consentire a un'ampia utenza di studiosi, specialisti o semplici appassionati la consultazione su supporto digitale. Il progetto, coordinato dall’Assessore La Porta e dal direttore del servizio informatico del Comune di Enna, Vincenzo Maria Asaro, prevede la digitalizzazione e la diffusione in rete di ben 1360 libri e manoscritti facenti parte del fondo antico della biblioteca comunale e della Chiesa Madre, per i quali, attesa la peculiarità della materia, si è reso necessario costituire una Commissione di esperti di cui io mi onoro far parte unitamente a Pietro Colletta, professore associato di Letteratura latina medievale e umanistica e del dott. Salvatore Lo Pinzino, esperto catalogatore di Beni Culturali, Beni bibliografici, libri antichi di pregio e rari già in servizio presso la Soprintendenza BB.CC.AA. di Enna. L’elaborazione digitale dei testi verrà eseguita dal partner tecnologico Servizi Speciali presso il Palazzo della Cultura di Enna ove è stata allestita un’apposita sala aperta ai visitatori mentre l’archiviazione digitale avverrà grazie alla piattaforma cloud messa a disposizione da TIM Enterprise, la business unit del Gruppo TIM che accompagna le Pubbliche Amministrazioni e le grandi aziende nel percorso di trasformazione digitale. Esaminare, sfogliare e selezionare manoscritti e libri, antichi di diversi secoli, è davvero un'esperienza entusiasmante ed emozionante. Maneggiare testi che racchiudono il sapere dei nostri antenati suscita profonda emozione a chi ama addentrarsi tra la polvere della storia alla ricerca dell'umana comprensione di ciò che è stato e di ciò che potrà ancora essere. La Biblioteca Comunale di Enna fu istituita nel 1867 con i beni confiscati alla Chiesa in seguito alla politica liberale del neocostituito Regno d'Italia. Il fondo antico è costituito da testi accumulati, a partire dalla seconda metà del XV sec., nei numerosi monasteri dell'antica Castrogiovanni, che erano gli unici luoghi destinati alla formazione culturale quando nel resto della città si lottava per la sopravvivenza. Buona parte dei libri del fondo antico provengono dal convento dei Cappuccini, nei pressi del cimitero, dove ancora si scorgono a malapena i resti dell'insegna murale dipinta a mano con la scritta “Biblioteca". La biblioteca del convento dei cappuccini, già alla fine del '500, a pochi anni dalla sua costituzione, era una delle più ricche della provincia siracusana cappuccina di cui Enna faceva parte ed era costituita da 460 volumi, di cui 18 incunaboli. Dopo l'abbandono del convento dei Cappuccini, i libri confluirono nella cattedrale ennese in cui si trovavano altri testi antichi e, successivamente, vennero tutti trasferiti nella sede attuale, nei locali dell'ex convento di S. Francesco d'Assisi, ubicati nel quattrocentesco Palazzo Chiaramonte, ove già si trovavano altri libri in dotazione a quest'ultimo convento. Oggigiorno il fondo antico fa bella mostra di sé in una coreografica sala adiacente alla Sala Cerere, aperta al pubblico con visite guidate. La biblioteca ennese può vantare numerosi incunaboli, cinquecentine, edizioni del 1600, del 1700 e alcuni manoscritti di notevole interesse storico. Molte donazioni hanno, nel tempo, arricchito la dotazione libraria, tra queste si annoverano le librerie personali di Nino Savarese, Napoleone Colajanni, Pietro Farinato. Oltre ai libri sono stati donati alla Biblioteca spartiti e libretti musicali dei maestri ennesi Neglia, Coppola e Chiaramonte. Di pregevole valore artistico sono anche le opere del pittore Renato Guttuso donate dallo scrittore Nino Savarese, di cui disponiamo anche un corposo carteggio, ancora in fase di studio preordinato alla digitalizzazione. Una piccola parte del fondo antico è già disponibile on-line. Tra i volumi più significativi già digitalizzati figurano il "Codice diplomatico della città di Enna" del 1446-1818; lo straordinario manoscritto illustrato "Storia veridica dell'inespugnabile città di Castrogiovanni" di Padre Giovanni dei Cappuccini del 1730-1752; il registro dell'"Accademia Pergusea"; il manoscritto contenente le "Consuetudini della Città di Castrogiovanni" nonché la “Storia di Enna” di Vicenzo Littara del 1588. Il progetto prevede la digitalizzazione oltre che del fondo antico anche di alcune preziose opere di autori ennesi del '700 dell'800. Tra queste abbiamo selezionato i tre volumi di fine '800 della "Storia di Castrogiovanni" dell'Avv. Paolo Vetri (1826-1891), che offrono la ricostruzione più importante e completa della storia della nostra città dai primordi delle prime civiltà umane fino all'unità d'Italia. Verranno digitalizzate alcune opere del canonico Prof. Giuseppe Alessi (1774-1837), tra cui figura la monumentale "Storia critica di Sicilia da' tempi favolosi insino alla caduta dell'impero romano" (1834-43) edita in 5 tomi su 6 in quanto Alessi morì prima di dare alle stampe l'ultimo tomo che rimase manoscritto e di cui si persero le tracce. Di Alessi verranno digitalizzate altre interessanti opere tra le quali: 1) il poema didascalico in 15 canti, "Timoleonte" del 1820; 2) "Storia critica delle eruzioni dell'etna" del 1826; 3) "Discorso su Caronda e le di lui leggi" del 1826, contenente la biografia di uno dei primi e più grandi legislatori della Sicilia ellenistica, che nella Catania del V secolo a.C. riuscì a far approvare le Costituzioni della città con norme innovative sulla tutela dei minori, sull’obbligo scolastico, sull'assistenza sanitaria, sull'accoglienza e sulla morale sociale e politica, con norme di solidarietà sociale verso i propri concittadini ed anche verso i forestieri. Verranno digitalizzati anche altri preziosi testi come le "Regole del divoto Monistero di S.Benedetto della Città di Castrogiovanni" del 1712 nonché “Della libertà e dell'uguaglianza degli uomini, e dei cittadini" del giurista ennese Sebastiano Ayala (1744-1817), diplomatico a Vienna e sovente menzionato come biografo e curatore delle opere di Metastasio, del quale peraltro fu amico. Trattasi di un interessantissimo saggio sui principi scaturiti dalla Rivoluzione francese: diritti naturali, libertà costituzionale, civile e sociale ed infine le diverse tipologie di eguaglianza. Tra le curiosità presenti nel fondo antico della Chiesa madre rinveniamo testi di astrologia, agricoltura, medicina e trattati sulla peste del 600; figura anche un raro "Compendio dell'arte esorcistica" edito a Venezia nel 1601 a cura del frate cappuccino Girolamo Menghi da Viadana. L'Autore, considerato il padre dell'arte esorcistica, elenca una gran quantità di pratiche esorcistiche volte a scongiurare ogni possibile sorta di maleficio, sortilegio, stregoneria, pratica di magia nera e possessione demoniaca. Il testo è suddiviso in tre libri: il primo dedicato alla natura e al potere del diavolo; il secondo ai misfatti delle streghe; il terzo ai rimedi per prevenire e curare i malefici. L'opera è particolarmente rara in quanto nel 1709 fu inserita dalla Sacra Congregazione nell'Index Librorum Proibitorum, per cui moltissimi esemplari vennero distrutti. Tra le varie curiosità figurano "Le Notti malinconiche" del Padre gesuita Giacinto Manara, edito a Bologna nel 1668; trattasi di un manuale di conforto per i condannati a morte, redatto in un periodo in cui i condannati a morte nella nostra città, poco prima dell'esecuzione, venivano ospitati nella ormai diruta Chiesa di Sant'Antonio, che diede il nome al tradizionale mercato cittadino. Abbiamo un testo del 1681 del padre Pietro Propono di Palermo sulla "Vita, e miracoli del glorioso S. Onofrio anacoreta". Opera rara e interessante anche per la presenza a Enna di una Chiesa dedicata a S. Onofrio, demolita nei primi anni del 900. Altro interessante testo, edito a Palermo nel 1744, è il "Breve rapporto del Tribunale della SS. Inquisizione di Sicilia" del canonico Antonio Franchina. Per l'argomento trattato risulta degna di nota un’opera del 1730 sui "Trattenimenti matematici i quali comprendono copiose tavole horarie per gli orologi a sole orizzontali, verticali, e portatili per tutte l'altezze del polo, e per tutte le sorti d'hore". Interessante opera in cui, Domenico Luchini, astronomo e gnomonista pesarese, descrive la costruzione di orologi solari e analizza il calcolo delle ore astronomiche. Tra le curiosità presenti nel fondo antico della Chiesa madre, ho reperito il famigerato "Codice Diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi pubblicato per opera e studio di Alfonso Airoldi.."- Palermo: dalla Reale Stamperia, 1789-1792. Rarissima opera che testimonia una delle più celebri frodi letterarie mai concepite. Si tratta, infatti, di una mastodontica opera pseudostorica sulle fonti arabe in Sicilia composta dal monaco Giuseppe Vella e pubblicata in buona fede dall'arcivescovo Alfonso Airoldi, che scrisse anche la prefazione, in cui a fianco di qualche documento originale, furono inserite centinaia di informazioni completamente inventate e addirittura raffigurazioni di monete arabe disegnate dall'autore e persino alcune false lettere pontificie del X secolo scritte in una sorta di volgare siciliano. Vella, originario di Malta, colse l'opportunità rappresentata dall'ignoranza dell'Arabo da parte degli intellettuali siciliani per spacciarsi come interprete e filologo di antichi codici scritti una lingua "mauro-sicula" che solo lui affermava di conoscere; questi codici avrebbero addirittura dimostrato l'appartenenza legale di tutti feudi alla Corona Normanna, e quindi da allora ai nuovi regnanti del Regno di Napoli. Il Vella risultò tanto convincente da ottenere nel 1785, la prima cattedra di lingua araba dell'Università di Palermo. Dopo essere riuscito a ottenere finanziamenti dai suoi sostenitori e pubblicate le prime opere, iniziarono a sorgere i primi sospetti in seno alla comunità scientifica e nel 1796, grazie alla testimonianza Joseph Hager (1757-1819), professore di arabo all'Università di Vienna, venne smascherato e condannato a 15 anni di prigione per quella che venne definita l'"Arabica impostura" o "Minzogna saracina". Questa storia ispirò Leonardo Sciascia nella redazione, nel 1963, del romanzo "Il consiglio d'Egitto". Del romanzo, nel 1976, venne realizzata una riduzione teatrale e, nel 2002, un film. Probabilmente questo testo non verrà digitalizzato perchè già presente in rete, tuttavia, rimane un'importante presenza nella nostra biblioteca. Occorre, infine, evidenziare che durante la ricognizione dei manoscritti che sono gelosamente custoditi all’interno di un armadio - cassaforte della biblioteca, ho scoperto un manoscritto intitolato "Storia di Castrogiovanni", di cui non è indicato l'autore nei registri. Dalla sommaria lettura di questo manoscritto, ritengo possa essere stato redatto, intorno alla metà del XVIII sec., dal celebre monaco ennese Padre Giovanni dei Cappuccini, di cui fino ad oggi erano noti solo due pregevoli manoscritti sulla storia della nostra città illustrati da mirabili disegni e acquarelli. Non sappiamo ancora se questo terzo manoscritto sia un volume a sè stante oppure un brogliaccio propedeutico alla redazione dei due manoscritti già noti; in ogni caso, il volume è molto interessante, è inedito e, dopo diversi secoli, sarà per la prima volta reso pubblico affinché tutti gli studiosi e gli appassionati possano contribuire a tradurlo e sciogliere l’enigma. Queste sono soltanto alcune delle rarità e curiosità che verranno divulgate on-line e che ci consentiranno di allungare lo sguardo sulla storia, sulla cultura e sul modo di vivere dei nostri antenati, affinché questi libri e queste conoscenze vengano consegnati all'immortalità.

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