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Ex Province. Senza soldi andranno al voto a dicembre?

Il presidente della Regione è ritornato sul tema delle elezioni annunciando che si svolgeranno "entro la fine dell'anno"

E' una litania senza fine, una morte lenta e continua, un cercare soluzioni tampone che ne allungano solo l'agonia. E' questa, oramai, da sette anni la sorte delle ex Province, e in modo particolare di quelle siciliane, che scontano una riforma che non ha mai visto la luce, il peso del prelievo forzoso da parte dello Stato e l'azzeramento di qualsiasi forma di finanziamento statale, a differenza del resto delle province italiane. Le Province possono solo contare sugli stanziamenti regionali che comunque non sono sufficienti. Il rischio defoult è concreto e non più paventato.  A complicare la situazione l'assenza della proroga da parte dello Stato che ha permesso fino allo scorso anno di chiudere i bilanci annuali. La proroga non è arrivata e le ex Province dovranno provvedere alla programmazione finanziaria triennale, cosa impossibile vista la permanenza del prelievo forzoso. Giusto per capirne l'entità solo per la Provincia di Enna, tra le più piccole, l'esborso è di 9 milioni di euro annuali. Una situazione di stallo che preoccupa enormemente i dipendenti, i sindacati e chi ha la gestione di questi enti che, comunque, da statuto devono continuare ad erogare servizi per la collettività. Enti senza indirizzo politico retti oramai da troppi anni dai commissari, che in teoria avrebbero dovuto gestire l'ordinario ma che invece si trovano a dovere affrontare le conseguenze di un sistema in piena crisi finanziaria e politica. Il presidente della Regione è ritornato sul tema delle elezioni annunciando che saranno di secondo livello e che si svolgeranno "entro la fine dell'anno", ma senza la partecipazione "del popolo: alla faccia della democrazia". "Sono consapevole anche delle difficoltà che hanno le ex Province a 'chiudere' i bilanci - ha detto Musumeci -. Abbiamo istituito una commissione composta da ex ragionieri generali delle Province e da alcuni esperti per fare un'operazione finanziaria che ci consente di ricorrere ad un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti acquisendo alcuni immobili. Ma - ha sottolineato Musumeci - non è un'operazione facile, cercheremo di trovare una soluzione entro un mese, ma le difficoltà sono tante".

Intanto, alla Provincia di Enna si vive una situazione di grande tensione aggravata dalla ancora più complicata situazione dei precari che aspettano l'avvio delle procedure, da espletarsi entro il 31 dicembre del 2018, per la stabilizzazione prevista per legge entro il 2020. Un rischio che i 100 precari non vogliono correre alle porte di un tanto sospirato traguardo. Le Rsu e le segreterie sindacali, CIGL, CISL UIL e CSA, hanno chiesto di incontrare il Prefetto per discutere della grave situazione finanziaria in cui versa l'Ente e sulle drammatiche ricadute che tale situazione avrebbe sui dipendenti e sul territorio. Nella lettera inviata al Prefetto i rappresentanti sindacali chiedono anche il coinvolgimento della deputazione nazionale e regionale. E' prioritario chiedere di modificare il prelievo forzoso che è la causa principale dell’impossibilità delle ex Province a chiudere i propri bilanci e garantire, pertanto, il corretto ed efficiente esercizio delle funzioni istituzionali.

 

 
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Categorie: La Provincia, PoliticaNumero di visite: 474

Tags: ProvinceMusumecidefoult


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