8
nov
2013
Contro il femminicidio
La Prefettura chiama a raccolta le istituzioni
Si chiama femminicidio, un termine entrato prepotentemente nel vocabolario giudiziario. Anche in provincia si parla di omicidi al femminile, l’ultimo legato alla povera Vanessa Scialfa.
Cosa fare, prima che sia troppo tardi? Se lo chiede la Prefettura che chiama a raccolta tutte le istituzioni del territorio e sigla un protocollo di intesa che mira alla costituzione di un osservatorio permanente.
La violenza contro le donne viene letta come una vera emergenza sociale.Un incitamento a dire basta al silenzio, all'omertà, alla paura di denunciare.
Una iniziativa per aiutare chi si sente vittima e chi vive dinamiche familiari borderline. In soccorso a chi è in difficoltà, l’ufficio del Governo che prende spunto dalle recenti normative nazionali e regionali.
Contro gli abusi di ogni genere, stalking, violenza sessuale e maltrattamenti si muoveranno i partners che hanno aderito al protocollo con interventi di sensibilizzazione, di ascolto, di formazione.
I soggetti interessati sono forze dell’ordine, medici, operatori sociali, magistrati, avvocati, insegnanti, enti territoriali, insieme verso un cammino con un unico obiettivo: prevenire la violenza.
Ma come? Innanzitutto promuovendo campagne di sensibilizzazione per invogliare ad uscire allo scoperto, denunciando i maltrattamenti. Ogni sede è quella giusta. La scuola, il consultorio, la caserma.
Il compito è arduo, anche perché ancora oggi la violenza domestica non viene percepita come una forma di reato.
Si traccia un percorso, dunque, con la speranza che non resti l'ennesimo documento stilato,approvato e sottoscritto e mai attuato.
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