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Volontario per vocazione

Borruso,scrittore, medico e giornalista

Scrittore per vocazione. Medico per professione. Giornalista per inclinazione. I novanta anni di Vincenzo Borruso, intabarrano tutte le sfaccettature di una personalità poliedrica. Un comune denominatore muove il suo infaticabile impegno: un socialismo consapevole. L’anniversario sarà sugellato dal conferimento della cittadinanza onoraria di Piazza Armerina. Una deliberazione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale dell’eccentrico paesino dell’Ennese. Un personaggio più che una personalità. Uno degli ultimi rappresentanti della Sicilia ineffabile. Una joie de vivre che gli ha consentito di esorcizzare financo un improvvido ictus. La provocazione operata da bizzarre divinità, gli aveva parzialmente sottratto l’uso della parola. La sua risposta è stata una continua produzione letteraria degna del buon Balzac. Borruso, saluta il giro di boa dei novanta anni con un nuovo libro: “L’aborto illegale lo abbiamo sconfitto?”, Nulla Die editore. Dopo quaranta anni dall’approvazione della legge 194 del 1978, Borruso ritorna a scandagliare i meandri della sua prima battaglia civile. L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo quasi mezzo secolo, continua a essere il paradigma di una nazione ipocritamente ancorata in una mera e antistorica conservazione.  Il libro è un rimando all’impegno civile del giovane medico palermitano. Lo stesso che alla fine degli anni Sessanta, sfidava il carcere. Trasportava, nottetempo, a bordo di un’improbabile Fiat 500, le copie del primo libro dedicato alla pratica aborto clandestino. Volume stampato in una fumosa tipografia di Bisacquino. Una costante quella delle lotte clandestine. Battaglie sociali combattute a Partinico, al fianco del sociologo triestino Danilo Dolci. A Palermo, in collaborazione con la principessa Rosa Lanza di Scalea per istituire il primo consultoria familiare.  Nei comuni delle Madonie, guadagnando a fatica i tornanti della Targa Florio, per fondare le prime università popolari siciliane. Nella lontana Svezia per studiare la civiltà del welfare scandinavo. Dai microfoni di improbabili palchi, per dare voce a infervorati comizi socialisti. Dagli spalti di immobili uffici regionali, per organizzare il primo osservatorio epidemiologico siciliano. A Villa delle Ginestre, al fianco dei paraplegici siciliani, per rivendicare il primo servizio di recupero e assistenza. Nelle numerose redazioni dei giornali, per le prime lezioni di educazione sanitaria.  Nelle aule universitarie palermitane pioniere della moderna educazione alimentare. Nelle storiche case editrici siciliane, per licenziare i suoi volumi, quelli che anticipavano sempre le tematiche nazionali. Nelle aule delle commissioni parlamentari regionali, per la stesura dei disegni di legge più innovativi. La Sicilia ineffabile di Borruso è quella popolata dai suoi amici: Vincenzo Consolo, Dacia Maraini, Renato Guttuso, Ignazio Buttitta, Rosa Balistreri, Marco Pannella, Danilo Dolci, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Leone, Antonino Buttitta, Riccardo Lombardi. “Piazzese, uno ogni paese”. Era questo il terribile ammonimento dello scrittore Francesco Lanza, autore de “Mimi Siciliani”. Da domani, con un cittadino onorario come Borruso, piazzese non sarà più un’offesa.                                                                                               Concetto Prestifilippo  

 
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Categorie: I Comuni, Piazza ArmerinaNumero di visite: 928

Tags: Vincenzo Borruso;Concetto Prestifilippo


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