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Inaugurazione mostra

domenica 9 settembre 2007

Lunedì 10 settembre alle ore 19, nel chiostro del convento dei cappuccini, a Montesalvo, sarà inaugurata la mostra, aperta al pubblico. Il fascino silenzioso del chiostro del convento di santa Maria del Gesù di Montesalvo, retto dai Frati Minori Francescani, ospiterà, dal 10 Settembre al 14 Ottobre, una mostra fotografica sull’archeologia e il paesaggio del territorio ennese. 180 scatti di grandi nomi della fotografia internazionale proporranno un’inedita e suggestiva lettura di molti e sconosciuti segni che culture millenarie hanno lasciato in questo lembo di territorio siciliano. Necropoli preistoriche scavate nella roccia e castelli medievali arroccati su aspre creste, miniere ormai abbandonate e paesaggi agresti, tutte espressioni dell’atavico legame dell’uomo con la terra e la natura di questo territorio spesso aspro ma struggente e drammaticamente vivo, vengono reinterpretati dal personale estro artistico di Walter Leonardi, Giuseppe Leone, Melo Minnella, Guido Caceci e Raimondo Marino. Il pubblico della mostra avrà inoltre occasione di effettuare una visita virtuale dell’agorà di Morgantina. Inoltre, per gentile concessione del Museo della Villa del Casale di Piazza Armerina, una cella del chiostro ospiterà una riproduzione in scala reale della c.d. “sala delle ragazze in bikini” e una proiezione virtuale dell’appartamento padronale della Villa. Si tratta del secondo appuntamento, questo, organizzato dalla Biennale di Archeologia, promosso dalla Provincia, con la collaborazione, tra gli altri della Soprintendenza, che lascerà il passo successivamente al seminario internazionale che chiuderà le manifestazioni artistiche e sportive con nomi illustri, si aspetta anche il direttore del Paul Getty Museum di Malibù al fine di ricostruire la storia dell’archeologia nel territorio di Enna. Il seminario avrà contestualmente come scopo un aggiornamento sulla ricerca effettuata negli ultimi decenni nel territorio ennese e, grazie anche al confronto con esperienze estere di gestione e valorizzazione, sarà finalizzato a mettere in evidenza le potenzialità di sviluppo turistico dei siti archeologici rinvenuti (con particolare attenzione verso quelli cosiddetti “minori” a lungo trascurati), e le parallele opportunità, concrete e altrove sperimentate, di nuovi spazi economici e occupazionali.

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