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Per San Martino ogni mosto diventa vino

Anche a Villarosa ed Agira, tra musica, balli e degustazione di piatti tipici, si assaggia il vino novello

L'11 novembre si festeggia tradizionalmente San Martino di Tours, per la Chiesa protettore dei mendicanti. La sua umiltà e carità diedero vita ad alcune leggende, una della quali è collegata alla cosiddetta "Estate di S.Martino", periodo in cui meteorologicamente, intorno alla prima decade di novembre si può assistere ad un rialzo delle temperature.
La leggenda narra che Martino, all'epoca ufficiale dell'esercito romano in Gallia, si trovasse ad Amiens e, vedendo un mendicante patire il freddo, tagliò il suo mantello in due e gliene regalò una parte.
Miracolosamente il freddo diminuì e comparve il sole.
La data in cui viene festeggiato il Santo è anche associata al vino novello, infatti l'11 novembre viene considerato il giorno per antonomasia in cui dalle botti si preleva e si assaggia il frutto della vendemmia autunnale.
Il motivo di questa associazione tra il Santo di Tours e l'apertura delle botti trova origine e spiegazione nel periodo medievale: nel calendario celtico il giorno 11 novembre coincideva con la fine delle celebrazioni del Capodanno (nome celtico Samhain); il retaggio di questa festa pagana era ancora presente nell'alto medioevo.
La Chiesa allora proprio in quel giorno sovrappose alla tradizione di origine celtica il culto cristiano di San Martino, il Santo più amato di quel tempo.

L'11 novembre divenne così una delle feste più importanti nel mondo contadino e popolano; giorno in cui si mangiava e beveva in abbondanza , poichè il 12 novembre iniziava il periodo di digiuno precedente il Natale, la "Quaresima di S.Martino.
Inoltre per S. Martino cominciava l'attività del tribunali, delle scuole, dei parlamenti, si tenevano le elezioni, pagate le rendite e gli affitti, rinnovati i contratti agrari e perfino si sceglieva questo giorno per traslocare.
Il clima solitamente più mite incoraggiava inoltre il momento di festa e allegria: era uso finire il vino vecchio, pulire le botti e iniziare a bere il vino nuovo .
Moltissimi i detti e i proverbi legati a questo periodo
Rappresentativo di questo momento di vita medievale è il dipinto di Pieter Bruecel il vecchio (1530/69) dal titolo "il vino di S:Martino" dove il popolo è in festa e il Santo a cavallo.
Molti altri pittori si ispirarono alla vita del Santo tra cui: Simone Martini ( con il ciclo di affreschi ad Assisi dedicati al Santo (1313-18) ed El Greco (1597-99), con l'opera "S. Martino divide il mantello con un mendicante", custodito presso la National Gallery di Washington.
S.Martino e il vino buono inoltre hanno ispirato anche poeti contemporanei come Carducci, D'Annunzio e Pablo Neruda.

Naturalmente anche nel nostro territorio ennese è viva la tradizione con festeggiamenti, sagre, appuntamenti.
A Villarosa una ricca manifestazione e organizzata dal Comune il 10 novembre, mentre ad Agira il momento di festa è curato dal Comitato della Parrocchia Santa Margherita, giorno 11.
Sia ad Agira che a Villarosa faranno da cornice all'evento musica, giochi , mostre e stand allestiti per degustare i prodotti della tradizione , tutti presupposti per vivere una serata in allegria e condivisione,
Sia Villarosa che Agira sono cittadine ricche di spunti storici , paesaggistici , museali che invitano a scoprire un territorio ricco di suggestioni.

Autore: Redazione Staff Infopoint

Si allegano locandine con il relativo programma.
Foto gentilmente concesse da:
Walter Lo Cascio , Mario Valenti (Agira)
Giovanni Baglio (Villarosa)

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