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Torre di Federico. Mostra Svevo Contemporaneo: perchè non permanente?

La mostra verrà inserita in un documento di video arte

Sembra farne parte da sempre, eppure è un'assoluta novità. A tal punto la mostra "Svevo Contemporaneo 3x8 artefatti di moda, pittura e graphic design" si inserisce bene all'interno della sala alta della Torre di Federico di Enna.

E' stato il fiore all'occhiello della Settimana federiciana ennese, manifestazione medievale organizzata dalla Casa d'Europa presieduta da Cettina Rosso. Ed è stata proprio quest'ultima a esclamare: "Questa è una mostra degna dello Stupor Mundi, lascia incantati".

Il progetto artistico, curato da Vittorio Ugo Vicari, parte dal numero otto: otto sono le pareti della sala della Torre di Federico alla quale si appoggiano otto stendardi che raccontano alcuni episodi della vita di Federico II. Otto sono anche gli abiti maschili e femminili realizzati su modelli originali dell'epoca con decorazioni ispirate da manifatture del Regno di Sicilia tra l'undicesimo e il tredicesimo secolo. Otto sono infine i pannelli grafici a centro sala con lettering di origine medievale che prendono spunto dal catalogo di testi della Scuola poetica siciliana, ritradotti in lingua siciliana e musicati da Enrico Coppola e Giuseppe Di Bella nel progetto "Il tempo e la voce". Tre sono invece le diverse categorie artistiche (pittura, moda e grafica) che danno senso all'equilibrio artistico.
Le mani creative sono quelle di 26 allievi dell'Accademia di Belle arti di Catania e di cinque loro docenti. All'inaugurazione di giovedì 10 maggio pomeriggio, autori e curatore erano presenti, assieme al gruppo di coordinamento della Settimana federiciana e al direttore dell'Accademia di Belle arti di Catania, Virgilio Piccari.
Lo spettatore viene avvolto dal candore degli artefatti che regalano luce all'ambiente e che riescono a rapire completamente gli occhi e la mente del visitatore e a trasportarlo nella visione del mondo e dell'universo di Federico II: la sua nascita, la Scuola medica salernitana, le donne, le crociate, la caccia, il suo rapporto con il papato, le religione e infine la morte, l'oscuramento del "Sole del mondo". E gli abiti di bottega egiziana, siciliana, veneziana, parigina, boema che riportano - quasi che la stoffe fosse una pergamena - la mappa della Sicilia, ritratti di capitani, di amanti, citazioni di tesori d'arte siciliani. Mentre riecheggiano i versi "Meravigliusa-menti, Amur 'un voli ch'euclami, D'amurusu paisi, Eu m'aiu postu in cori a Diu serviri, La dulzi cera placenti, Giuiusamenti cantu, Lu visi mi fa andari alegramneti e Iamai nun mi cunfortu".
La richiesta che arriva spontanea da più parti è che l'installazione rimanga più tempo possibile dentro quella sala che è fatta apposta per ospitarla e che possa essere ammirata da ancora tanti tanti giovani.
La mostra verrà inserita in un documento di video arte le cui riprese sono state effettuate in questi giorni proprio all'interno della Torre.

 
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