La Provincia, Politica

Oggi data storica. Trenta luglio 2015

Varata la riforma delle Province siciliane.

Con appena 36 voti favorevoli, con una maggioranza alquanto risicata, il riordino delle Province finalmente è legge.

Restano funzioni e competenze, anzi s'incrementano,in netto contrasto con la legge nazionale. 

Si può gridare vittoria ma solo a metà, in ordine a due motivi: innanzitutto la legge dovrà passare al vaglio del Governo centrale, vista l'abolizione della figura del commissario dello Stato e successivamente come si reperiranno i fondi per finanziare questa riforma. 

E' chiaro che l'ultima parola spetti sempre al Governo nazionale e quindi dubbi sospetti e perplessità rimangono ancor insoluti.

Certo meglio la riforma che niente, ovvero meglio una legge zoppicante che vivere in un limbo politico dal sapore del paradossale e grottesco che vedeva 90 deputati nell'impasse più totale senza trovare un accordo ragionevole su una riforma che avrebbe dovuto essere " vanto e orgoglio" per il presidente Crocetta. 

Non si parla di esubero dei dipendenti, se non in minima parte, assegnando a questi l'istituto della mobilità, intesa come trasferimento da un ente all'altro con stesse mansioni e stessa dote economica. E' quindi scongiurata, almeno da una prima lettura, la minaccia di licenziamenti che avrebbe inaugurato la stagione del fine rapporto di lavoro nel pubblico impiego e scongiurata anche l'istituzione degli ammortizzatori sociali per mancanza di lavoro. 

Da questo momento inizia il conto alla rovescia. I territorio si dovranno attrezzare per eleggere il nuovo presidente del Libero Consorzio tra i sindaci in carica. 

A proposito di commissariamenti, rimarranno ancora quindici giorni al timone degli Enti i 9 commissari straordinari che hanno compiuto già tre mesi dalla loro nomina. In base ad un dispositivo inserito nella norma dovranno assicurare la continuità dell'attività amministrativa. Nel frattempo, saranno nominati, con un apposito decreto del Presidente della Regione, i commissari che,da quanto si vocifera nei corridoi di palazzo dei Normanni, dovrebbero essere gli stessi attualmente al timone degli enti. 
Questa decisione sarebbe la più plausibile e trova il benestare anche delle forze sindacali. 

Potete consultare il testo della Legge in pdf. 

 

Cartella Stampa / Documenti