Ex Province i sindacati: “Situazione drammatica da non sottovalutare
La mobilitazione continua il Governo apre un tavolo di crisi
Così le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e il coordinamento delle Rsu delle Province, dopo gli incontri avuti questo pomeriggio con i vertici dell’Ars e del governo regionale, e lo sciopero che ha portato in piazza quattro mila lavoratori delle 9 ex province con un’adesione di circa l’80 per cento.
Nel mirino i tagli attuati in finanziaria nazionale e la mancata riforma regionale degli enti. “Il governo ha accettato di aprire un tavolo di crisi sulle province che partirà martedì prossimo – dicono i sindacati – Registriamo l’attenzione verso i lavoratori ma le risposte arrivate finora sia dall’Assemblea regionale che dall’Esecutivo non bastano a risolvere le tante questioni aperte”. Dunque la mobilitazione continua con nuove iniziative di protesta “per fare pressione sul governo nazionale e regionale e salvaguardare il personale e le risorse destinate alle ex Province, indispensabili per garantire i servizi ai cittadini”, sottolineano i dirigenti sindacali.
Una posizione annunciata sia al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone - che ha ricevuto le organizzazioni in Sala Rossa insieme ai capigruppo di Palazzo dei Normanni e al presidente della Commissione Affari Istituzionali Antonello Cracolici - sia al vice presidente della Regione Mariella Lo Bello che ha aperto il confronto con i segretari generali e consegnato loro la bozza di un ddl che consente, tra l’altro, l’utilizzo di 10 dei 30 milioni destinati alla manutenzione delle strade, per chiudere i bilanci delle province ed evitare il default. L’altra “apertura” è arrivata dall’Ars che domani deciderà il calendario dei lavori d’aula dando priorità proprio alla riforma delle province. Con una promessa: “Chiudere tutto entro il 31 luglio”.
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